Quando Ducati è entrata nel segmento delle enduro con ruota anteriore da 21 pollici, ha rotto gli schemi. Ma la vera maturità arriva ora: la seconda generazione della DesertX non è un semplice restyling, ma una moto riprogettata da zero.
Sviluppata partendo dai feedback dei viaggiatori e dall’esperienza nei rally più duri del mondo — dall’Erzbergrodeo alla NORRA Mexican 1000 — la nuova DesertX punta a un obiettivo chiaro: più efficacia in off-road, maggiore facilità nell’uso quotidiano e un’ergonomia totalmente ripensata, senza perdere quel gusto di guida su asfalto tipico del DNA Ducati.
Il Cuore del Cambiamento: Addio Desmo, Benvenuto V2 IVT
La rivoluzione più importante è sottopelle. La DesertX abbandona il precedente Testastretta 11° a favore del nuovissimo motore V2 da 890 cm³, il bicilindrico più leggero mai prodotto da Ducati.
- Distribuzione a molle e tecnologia IVT: Addio al sistema desmodromico. Il nuovo motore adotta la fasatura variabile dell’aspirazione (Intake Variable Timing).
- Coppia immediata: Sebbene la potenza massima resti invariata a 110 CV (a 9.000 giri/min) e la coppia a 92 Nm, l’erogazione è stravolta: ora il 70% della coppia è già disponibile a soli 3.000 giri/min.
- Vantaggi in off-road: Questa configurazione garantisce una fluidità e una spinta ai bassi regimi fondamentale per superare gli ostacoli tecnici in fuoristrada, riducendo al minimo l’uso della frizione.
Ciclistica Monoscocca e Nuova Ergonomia
Il classico telaio a traliccio in acciaio della prima generazione cede il passo a una raffinata struttura monoscocca in alluminio fuso, che funge contemporaneamente da telaio e da airbox. Il telaietto posteriore rimane in acciaio per garantire la massima robustezza quando si viaggia a pieno carico con le valigie.
Grazie a questa cura dimagrante, il peso in ordine di marcia (senza carburante) scende a 209 kg (circa 4 kg in meno rispetto alla versione precedente).
Più stretta e più agile
L’ergonomia è stata completamente ridisegnata per favorire la guida in piedi. Il nuovo serbatoio polimerico da 18 litri è più snello tra le gambe e sposta il baricentro verso il basso. Le pedane sono state leggermente arretrate, mentre sella (alta 880 mm, ma ribassabile fino a 840 mm) e manubrio sono più avanzati per garantire una posizione di guida attiva e un controllo totale dell’avantreno.
Sospensioni Kayaba e un Link tutto Nuovo
Il comparto ciclistico fa un passo in avanti importante:
- Forcella Kayaba da 46 mm: Completamente regolabile, presenta una nuova struttura interna per migliorare lo scorrimento e “copiare” meglio le piccole asperità del terreno.
- Nuovo leveraggio progressivo: Al posteriore debutta un sistema a leveraggio progressivo posizionato in alto, sotto la sella, per proteggerlo dagli urti e dai detriti in off-road, migliorando la trazione e il comfort sulle lunghe distanze.
- Freni ottimizzati: Davanti troviamo un doppio disco leggermente ridotto a 305 mm (sempre con pinze radiali Brembo M4.32), una scelta mirata a offrire maggiore modulabilità ed evitare bloccaggi improvvisi sullo sterrato.
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| SCHEDA TECNICA IN SINTESI |
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| Motore | Ducati V2 da 890 cc con fasatura variabile IVT |
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| Potenza / Coppia | 110 CV @ 9.000 giri/min / 92 Nm @ 7.000 giri/min|
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| Telaio | Monoscocca in alluminio |
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| Ruote | Spinte a raggi tubeless: 21" anteriore / 18" post|
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| Peso (senza benzina)| 209 kg |
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| Serbatoio / Sella | 18 Litri / 880 mm |
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Elettronica da “Pro” alla portata di tutti
Gestita da una piattaforma inerziale a 6 assi, l’elettronica della DesertX di seconda generazione è tra le più complete della categoria. Dispone di ben 6 Riding Mode (Sport, Touring, Urban, Wet, Enduro e Rally) e 4 Power Mode.
Nelle modalità fuoristrada l’elettronica cambia volto: il modo Enduro limita la potenza a 75 CV con una risposta rapida del gas per facilitare chi è alle prime armi, mentre il modo Rally sblocca tutti i 110 CV, disattiva il controllo d’impennata (DWC) e permette di escludere totalmente l’ABS sulla ruota posteriore per far girare la moto di potenza.
Sul ponte di comando debutta un nuovo display TFT da 5” disposto orizzontalmente, sormontato da una barra porta-accessori (utility bar) di serie. Questo design libera spazio nel cupolino per montare navigatori o smartphone, migliorando la visibilità della strada immediatamente davanti alla ruota.
Nata per resistere (anche alle cadute): Ducati ha pensato all’uso reale in off-road introducendo cover del serbatoio facilmente sostituibili e crash-pad integrati di serie. Se la moto scivola nel fango, i danni economici e strutturali sono ridotti al minimo.