Quando Honda ha annunciato il ritorno della Prelude, molti appassionati hanno trattenuto il fiato. Non era solo la rinascita di un nome storico: era la promessa di una coupé sportiva moderna, elegante e – soprattutto – capace di riportare al centro il piacere di guida. In un mercato dominato da SUV e da elettriche sempre più pesanti, la Prelude 2026 arriva come una ventata d’aria fresca: ibrida sì, ma senza ansia da ricarica.
La nuova Prelude riprende le proporzioni classiche delle coupé Honda: cofano lungo, coda corta, linea filante. Il frontale è pulito, affilato, con fari sottili e una firma luminosa che richiama la concept car presentata al Japan Mobility Show. Il profilo laterale è un esercizio di equilibrio: sportivo ma non aggressivo, elegante ma non anonimo. È una coupé che non vuole imitare le supercar, ma distinguersi con sobrietà e carattere.
La coda, larga e stabile, ospita un paraurti scolpito e una fanaleria orizzontale che attraversa l’intera larghezza dell’auto. Un richiamo discreto alle Prelude degli anni ’90, reinterpretato in chiave moderna.
Ibrida, ma senza spine: la scelta intelligente
La Honda Prelude 2026 utilizza un sistema full hybrid di nuova generazione:
- motore termico 2.0 a ciclo Atkinson,
- due motori elettrici,
- batteria compatta autoricaricabile,
- trazione anteriore ottimizzata per la massima efficienza.
Niente ricarica alla presa, niente colonnine, niente pianificazione dei viaggi. La filosofia è chiara: ridurre consumi ed emissioni senza cambiare le abitudini di guida.
Il sistema ibrido Honda è noto per la sua fluidità: in città l’auto viaggia spesso in elettrico, mentre fuori porta il termico entra in gioco con una progressione naturale. Il risultato è una coupé che sa essere brillante quando serve, ma anche sorprendentemente parca nei consumi.
Piacere di guida: il ritorno dell’essenziale
La Prelude non punta ai numeri da drag race. Punta alle sensazioni. E qui Honda ha lavorato su tre elementi chiave:
1. Peso contenuto
In un’epoca in cui molte elettriche superano le due tonnellate, la Prelude resta leggera e agile. Questo significa inserimenti rapidi, frenate più efficaci e una guida più comunicativa.
2. Sterzo preciso e naturale
Honda ha affinato la servoassistenza per restituire un feeling diretto, quasi analogico. Una rarità nel 2026.
3. Assetto equilibrato
Non è rigida come una sportiva estrema, ma nemmeno morbida come una granturismo. È una coupé pensata per chi ama le strade di montagna, le curve ampie, la guida pulita.
Interni moderni, ma senza eccessi digitali
Dentro, la Prelude 2026 evita la trappola dei maxi-schermi onnipresenti. C’è tecnologia, certo, ma con misura:
- doppio display ben integrato,
- comandi fisici per clima e funzioni essenziali,
- sedili sportivi comodi anche nei viaggi lunghi,
- materiali curati e atmosfera minimalista.
È un abitacolo che non distrae: accompagna la guida, non la sostituisce.
Perché la Prelude 2026 è importante
In un mercato che sembra correre verso un’unica direzione – elettrico, SUV, maxi-schermi – Honda osa proporre qualcosa di diverso: una coupé ibrida, leggera, elegante e accessibile, pensata per chi vuole ancora sentire la strada.
Non è un’auto nostalgica. È un’auto moderna che recupera valori dimenticati: equilibrio, piacere, semplicità.
Conclusione: la coupé che mancava
La Honda Prelude 2026 non è solo il ritorno di un nome storico. È la dimostrazione che c’è ancora spazio per le auto che fanno sorridere, che non richiedono compromessi, che non trasformano ogni viaggio in un esercizio di gestione energetica.