Siamo abituati a valutare un’auto per i cavalli sotto il cofano, lo scatto da 0 a 100 km/h o la precisione dello sterzo. Negli ultimi anni, però, la conversazione si è spostata su software, sensoristica e intelligenza artificiale. Se da un lato la guida autonoma promette di azzerare gli incidenti causati da distrazione o errore umano, dall’altro solleva una questione complessa: come deve comportarsi un algoritmo di fronte a una collisione inevitabile?
Il “Problema del Carrello” su Quattro Ruote
Il punto di partenza è un classico esperimento mentale della filosofia moralista: il Dilemma del Carrello (Trolley Problem).
Immaginiamo un veicolo a guida autonoma di Livello 5 in marcia a velocità sostenuta. Improvvisamente, un gruppo di pedoni attraversa la strada dove non dovrebbe. La vettura non ha lo spazio di frenata necessario per fermarsi in sicurezza. L’algoritmo ha solo due opzioni:
- Proseguire dritto, travolgendo i pedoni.
- Sterzare bruscamente, schiantandosi contro un muro di cemento e sacrificando il passeggero a bordo.
Un conducente umano reagirebbe in una frazione di secondo basandosi sull’istinto o sul riflesso incondizionato. Per un’intelligenza artificiale, invece, quella decisione non è un riflesso, ma un calcolo pre-programmato.
La Moral Machine e le Preferenze Umane
Per capire come l’opinione pubblica affronta questi scenari, il MIT (Massachusetts Institute of Technology) ha lanciato la Moral Machine, una piattaforma globale che ha raccolto milioni di decisioni da parte di utenti di tutto il mondo di fronte a vari scenari di incidente.
I risultati hanno evidenziato preferenze marcate, ma anche forti differenze culturali:
- Salvare le persone rispetto agli animali: Preferenza quasi universale.
- Salvare più vite possibili: L’approccio utilitaristico riceve il maggior consenso.
- Priorità ai bambini: In gran parte dei Paesi occidentali si tende a tutelare i soggetti più giovani, mentre in altre culture (ad esempio in Asia orientali) si riscontra una maggiore tutela per gli anziani.
Chi guida davvero il codice?
Oltre al dilemma etico in senso stretto, la diffusione di veicoli autonomi comporta sfide concrete sul piano legale, commerciale e filosofico.
| Tema | Problematica Principale |
| Responsabilità Legale | In caso di incidente, la colpa è del proprietario dell’auto, del costruttore o dello sviluppatore del software? |
| Marketing vs Sicurezza | Se un’auto fosse programmata per sacrificare il guidatore pur di salvare un numero maggiore di pedoni, chi la comprerebbe? |
| Bias degli Algoritmi | I sistemi di visione artificiale potrebbero riconoscere e reagire in modo diverso a seconda della stazza, dell’età o dell’abbigliamento dei pedoni? |
La Strada Verso una Regolamentazione
Le case automobilistiche e le autorità di regolamentazione stanno cercando di tracciare linee guida condivise. In Germania, ad esempio, il Ministero dei Trasporti ha definito alcuni principi cardine: in caso di incidente inevitabile, la tutela della vita umana deve avere la priorità assoluta rispetto ai danni ai beni o agli animali, ed è severamente vietata qualsiasi discriminazione basata su età, genere o costituzione fisica.
La guida autonoma ha il potenziale di rendere le strade nettamente più sicure nel complesso. Tuttavia, il passaggio da un guida basata sui riflessi umani a un sistema gestito da codice impone di definire regole trasparenti non solo sui chip e sui sensori, ma anche sulla scala di valori che vogliamo affidare alle macchine.
