Immagine prodotta o rielaborata con strumenti di intelligenza artificiale. Segnalazione fornita in conformità agli obblighi di trasparenza del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act).

Le auto d’epoca sono dei veicoli che hanno un valore storico e collezionistico, e che possono godere di alcuni benefici fiscali e normativi. Tra questi, c’è la possibilità di iscriverle alla TARI, la tassa sui rifiuti, e di ottenere una riduzione o un’esenzione dal pagamento. Vediamo come fare e quali sono i requisiti necessari.

Cos’è la TARI e come si calcola

La TARI è la tassa sui rifiuti, che sostituisce la vecchia TARSU, e che si applica a tutti i possessori o detentori di immobili che producono rifiuti urbani. La TARI si calcola in base alla superficie dell’immobile, al numero di occupanti e al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti offerto dal comune. La TARI si compone di due quote: una fissa, che dipende dalla superficie dell’immobile, e una variabile, che dipende dal numero di occupanti e dal tipo di rifiuti prodotti.

Come iscrivere le auto d’epoca alla TARI

Le auto d’epoca sono dei veicoli che hanno almeno 30 anni di età e che sono iscritti al registro storico nazionale o a uno dei club riconosciuti dall’ASI (Automotoclub Storico Italiano). Questi veicoli sono considerati beni culturali e possono essere esposti in musei, mostre o raduni, ma non possono circolare liberamente su strada, se non in occasioni speciali e con apposita autorizzazione.

Per iscrivere le auto d’epoca alla TARI, bisogna presentare una dichiarazione al comune di residenza, indicando la superficie occupata dal veicolo e allegando la documentazione che attesta la sua storicità e la sua iscrizione al registro o al club. La dichiarazione va presentata entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento, o entro 90 giorni dall’acquisto o dalla cancellazione dal PRA (Pubblico Registro Automobilistico) del veicolo.

Quali sono i vantaggi di iscrivere le auto d’epoca alla TARI

Iscrivere le auto d’epoca alla TARI comporta dei vantaggi economici e ambientali. Infatti, i possessori di auto d’epoca possono beneficiare di una riduzione o di un’esenzione dalla quota variabile della TARI, in quanto si presume che questi veicoli producano una quantità minima o nulla di rifiuti. Inoltre, iscrivendo le auto d’epoca alla TARI, si contribuisce a salvaguardare il patrimonio storico e culturale del paese, e a promuovere la sensibilità e la passione per i veicoli d’epoca.

Ecco i passaggi da seguire:

• Scegli un club federato o aderente all’ASI (Automotoclub Storico Italiano), l’ente che rilascia i certificati di storicità e di autenticità dei veicoli. Puoi trovare l’elenco dei club sul sito ufficiale dell’ASI.

• Contatta il club e richiedi l’iscrizione, presentando la documentazione necessaria, tra cui la copia del documento di riconoscimento, del certificato di proprietà, del libretto di circolazione e le fotografie della vettura.

• Attendi che il club invii la tua domanda all’ASI e che questa venga esaminata dalla commissione tecnica, che verificherà l’originalità e la conformità del veicolo.

• Se la domanda viene accettata, riceverai il certificato di identità, il certificato di rilevanza storica e collezionistica, la carta d’identità FIVA e, se necessario, la carta ASI di storicità per i ciclomotori.

• Paga la quota di iscrizione all’ASI, che è di 41,32 euro, più la quota del club, che deve essere almeno di 100 euro in totale. L’iscrizione va poi rinnovata ogni anno.

Contenuto assistito dall’intelligenza artificiale. Testo redatto con il supporto di modelli generativi e revisionato prima della pubblicazione. Segnalazione fornita in conformità al Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale.